Matrimonio: il capolavoro della società è la famiglia!

  –  aprile 29, 2015

Matrimonio: il capolavoro della società è la famiglia!Continuando il proprio ciclo di Catechesi sulla Famiglia, Papa Francesco, durante l’Udienza Generale di oggi, mercoledì 29 aprile 2015, ha parlato del matrimonio: così come l’uomo e la donna sono il capolavoro della creazione di Dio, “Gesu ci insegna che il capolavoro della società è la famiglia: l’uomo e la donna che si amano!” 

La presenza di Gesù alle nozze di Cana – ha spiegato il Pontefice – ci rivela in un modo nuovo la bontà e la dignità del matrimonio agli occhi di Dio. Si tratta di un messaggio la cui validità è più attuale che mai, soprattutto in questi tempi nei quali in tanti paesi sono in aumento le separazioni e diminuisce il numero di matrimoni.

Dobbiamo riflettere seriamente di capire perché i giovani di oggi non vogliono sposarsi, anche se praticamente tutti vogliono un sicurezza affettiva stabile e un matrimonio solido. Insieme ad altre cause, vi è una paura degli errori e del fallimento che impedisce la fiducia nella grazia che Cristo ha promesso all’unione coniugale.

Continua a leggere

Annullate le nozze gay trascritte a Reggio Emilia

29 aprile 2015

La legge è chiara. Ma sindaci e consigli comunali giocano a fare il Parlamento. Trascrivono matrimoni che non si possono trascrivere, quelli omosessuali celebrati all’estero, e poi deve intervenire il prefetto per annullarli. Oppure come accadde a Grosseto tocca al tribunale, con spese a carico del cittadino e perdite di tempo per la Giustizia.
È successo anche a Reggio Emilia. Il prefetto, Raffaele Ruberto, ha applicato una circolare emessa dal ministro dell’Interno, in base alla legislazione vigente, annullando le trascrizioni dei matrimoni omosessuali contratti all’estero fatte dal comune di Reggio Emilia, che aveva riguardato due coppie.

Immediate, naturalmente, le proteste dell’Arcigay, che ricorda la sentenza del Tar del Lazio, secondo il quale l’annullamento non deve essere effettuato dal prefetto, ma da un giudice. Tanto la Giustizia civile non ha alcun problema di sovraccarico di carte. E poi a pagare sono, lo ribadiamo, i cittadini.

Vai alla pagina

India, liberata «schiava» dell’utero in affitto

Stefano Vecchia  –  28 febbraio 2015
La vicenda di Phulmani (il nome è di fantasia) e l’orrore inflittole aprono una breccia nell’omertà e negli interessi che hanno finora nascosto un’altra delle piaghe dell’India. Dall’età di 13 anni la giovane, oggi 31enne, è stata ridotta in schiavitù e poi costretta ad accogliere in grembo figli – sei in tutto – di coppie paganti che le sarebbero stati tolti dopo un periodo di allattamento al seno, abitualmente di sei mesi. La sua vicenda, portata alla luce dall’organizzazione Shakti Vahini, Ong che nella capitale Delhi ha finora salvato dallo sfruttamento un centinaio di ragazze provenienti come Phulmani dalle are rurali dello Jharkhand, ha dischiuso una realtà finora solo sospettata. Originaria del villaggio di Patru, in un’area che è considerata un serbatoio inesauribile per i predatori organizzati che alimentano e soddisfano le più diverse esigenze nelle grandi città, dallo scorso anno Phulmani è tornata a casa.

Continua a leggere

Il terremoto in Nepal svela un traffico di bambini verso Israele

29.04.2015  –  ARTHUR HERLIN

bebeÈ l’esempio perfetto dello sfruttamento su scala mondiale della miseria di alcuni per il piacere di altri, come denunciano quanti si oppongono alla maternità surrogata. Il violento terremoto che ha sconvolto il Nepal ha sollevato un velo su un traffico di bambini – sordido ma legale.

Attualmente a Kathmandu ci sono 25 bambini nati da donne che hanno portato avanti una gravidanza per conto di israeliani che sono andati a recuperarli in Nepal, ha spiegato il Ministro degli Esteri israeliano.

Si tratta di oltre 50 “clienti”, tutti israeliani, che in questo momento aspettano nel Paese sconvolto dal terremoto e che verranno evacuati in modo prioritario con i loro bambini.

Continua a leggere

Madri invisibili

Assuntina Morresi  –  30 aprile 2015
LogoAvvenireVoli speciali stanno portando in Israele decine di neonati, figli di “madri surrogate” nepalesi e commissionati da coppie omosessuali israeliane, evacuandoli dalle zone terremotate. Finora sono arrivati tre bambini, con le rispettive coppie gay che risultano loro genitori “legali”. Se ne aspettano più di venti nelle prossime ore, e il numero potrebbe aumentare di molto: in Israele l’utero in affitto è accessibile solo a coppie eterosessuali, e gli omosessuali che vogliono farlo se ne vanno all’estero.

Il Nepal è una delle mete preferite (non solo per Israele, e non solo per omosessuali) perché la grande e diffusa povertà della popolazione ha fatto della maternità surrogata una “produzione low cost”: si può avere un figlio con appena seimila dollari, contro qualche decina di migliaia dell’India e più di centomila, ormai, negli Stati Uniti. È emblematico che il caso emerga definitivamente dalla polvere di dolore e morte del sisma che ha scosso il tetto del mondo proprio nel giorno in cui il Papa chiama credenti e persone di buona volontà a «difendere» le donne da sfruttamento, sottovalutazione, mercificazione.

Continua a leggere